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mercoledì, 21 maggio 2008

Mi ricordo quando questa gatta fece i suoi primi figli(sei):osservavo avidamente i sette animali e talvolta, la notte, prendevo una seggola bassa per osservarli con maggior agio, in quella specie di spelonca dov'erano: in particolare contemplavo i menomi attucci dei piccoli, ciechi, li guardavo poppare, ne ascoltavo gli acuti gridolini, ne tentavo la mollezza e il calore. E naturalmente mi sentivo invadere  e soffocare da un'infinita dolcezza e da una smania di violenza; avrei voluto strangolare, che so, sbatacchiare nel muro quei cucccioli, e chissà che altro. Ma ciò che importa è che, assurdamente o no, per essi ad ogni modo parteggiavo, ossia con essi unicamente mi identificavo. In mancanza di meglio, del resto, chè la mia ansia di risalire il tempo, di tornare, se non al nulla primordiale, alla assorta vita prenatale, il mio orrore razionale e sentimentale del presente e forse del futuro, la mia inettitudine all'esistenza consociata e all'esistenza senza più, erano già allora riusciti a questa specie di formulazione imperativa (poichè verso non oso chiamarlo): Rientrare nell'utero materno.


Tommaso Landolfi
,        Rien va

Postato da: ciampipiero a 20:53 | link | commenti |

venerdì, 09 maggio 2008





Glenn Gould

Postato da: ciampipiero a 21:26 | link | commenti |

martedì, 06 maggio 2008

LA RICCHEZZA DEI POVERI: CHI HA UCCISO BAMBI?

C'è bene immateriale ma corposo e “di sostanza”: si chiama democrazia ed è, per tutti, la condizione di una convivenza civile, conflittuale ma aperta e civile. C'è incredibilmente, nel 2008, chi si oppone al principio guida della democrazia: UNA TESTA, UN VOTO.

In nome dell'emergenza di governo, in nome dell'emergenza terrrorismo, in nome dell'emergenza anti berlusconiana. in nome dell'emergenza anticomunista, mille mila sono i motivi che spingono la classe dirigente a SOSPENDERE, SUBLIMARE, CONTROLLARE la democrazia e a regolarne, antidemocraticamente, lo svolgimento.

Non una testa un voto ma un 8% almeno di teste per qualche centinaio di voti, che saranno espressi in un parlamento-recinto dove UNA SOLA VISIONE DEL MONDO è rappresentata: quella della finanza, del capitale, di chi controlla i mezzi di produzione.

Smantellare la democrazia e sostituirla con questa specie di emulazione e evocazione elettorale è il suicidio della società aperta, la fine della democrazia borghese e il fango definitivo sui principi rivoluzionari del 1789 che sono i principi FONDANTI delle democrazie moderne e della sinistra: LIBERTA' UGUAGLIANZA FRATELLANZA.

Al tempo di Mussolini, la questione fu risolta manu militari dalla violenza squadrista supportata da esercito e forze dell'ordine: il Re fermò la violenza consegnando ai violenti lo Stato e nacque il ventennio fascista.

Oggi lo squadrismo è mediatico e bastona da vent'anni nelle case, nei cuori, nelle anime, a colpi di tre metri sopra il cielo, uomini e donne, grandi fratelli, abbrutisce le persone fino a sfociare nella spoliticizzazione della politica che offre perle di cattivo gusto, mancanza di umorismo (I'M PD) palle a un livello che anni e anni fa era quello delle parodie di “Avanzi” o “La tv delle ragazze”. Ora non si ride più, la politica si è mangiata anche la sua parodia e SI COMPORTA come la sua parodia, in un carosello di Rosa e Olindo, un tutti giù per terra mentre ci si spella le manine nei teatri.

La task force “culturale” che ci riempie la testa di bimbi uccisi, cogne, rose e olindi, paure allogene e endogene, bin laden, amici della moglie del conduttore, csi, grandi fratelli, notti del primo e ultimo bacio e degli esami, partite di calcio, musiche da ascensore ecc. ecc. è questa task force il vero nemico della democrazia, dell'informazione e infine – della bellezza.

Questa sedicente leggerezza tanto pesante, questo fardello di brutturie non possiamo fermarlo noi: ma possiamo, al di la di questo nichilismo e fetenzia ideale, CREARE. L'unica opposizione a questi distruttori, a questi nichilisti smantellatori è FARE CULTURA.

Coltivare la bellezza, l'emozione della comunicazione, l'informazione. Le armi di questa sedizione e sovversione saranno armi culturali e perciò, avversate con tutti i mezzi necessari e si sa. Quello che più teme questo regime del tutti giù per terra, questo stato della decadenza, quello che più fa paura ai potenti è l'intelligenza, quello che più temono i padroni è che le persone pensino e desiderino per conto loro, senza la guida e direzione delle classi dirigenti.

Quello che i politici temono è la democrazia: UNA TESTA UN VOTO. Difendere la creatività, produrre cultura vuol dire difendere la democrazia e i diritti, l'unica ricchezza dei poveri.

Ora vien da domandarsi: chi ha ucciso Bambi? Io lo so, lo sappiamo in molti.


 

Luca Faggella

Postato da: ciampipiero a 17:11 | link | commenti |