"La perseveranza di Sade lungo tutta la sua vita nello studiare soltanto le forme perverse della natura umana proverà che gl'importava una cosa sola: la necessità di far vomitare all'uomo tutto il male che è capace di vomitare. Lo stato repubblicano pretende di esistere per il bene pubblico: ma pur essendo evidente che non può far regnare il bene, nessuno sospetta che nella sua profondità conservi i germi del male; col pretesto d'impedire a tali germi di svilupparsi, il nuovo regime sociale si pretende vittorioso sul male; ed è precisamente questo a costituire una minaccia perpetua: il male che può esplodere a ogni istante sebbene non esploda mai. Questa probabilità del male che non esplode mai ma che può esplodere in ogni istante è l'angoscia perpetua di Sade; è dunque necessario che il male esploda irrevocabilmente, che la gramigna prosperi affinché lo spirito la estirpi e la consumi. In breve, occorre far regnare il male nel mondo una volta per tutte, affinché si autodistrugga e lo spirito di Sade trovi finalmente la pace. Ma pensare a questa pace è fuori questione, è impossibile pensarci anche solo un istante poiché ogni istante è colmo della minaccia del male, mentre la Libertà si rifiuta di riconoscere che vive soltanto per il male e pretende di esistere per il bene".
Klossowski , "Sade prossimo mio"
La psicanalisi,usa il significante della famiglia, il padre. EDIPO. per portare i problemi fuori dalla società in cui avvengono e riterritorializzarsi sulla famiglia e l'individuo, da qui, e solo da qui nascerebbero i problemi. Bisogna uccidere il Re e non il padre.
Antiedipo:capitalismo e schizofrenia
Lo sterminio dell'Altro.
Con il virtuale entriamo non solo nell'era della liquidazione del Reale e del Referenziale,ma in quella dello sterminio dell'Altro.E' l'equivalente di una pulizia etnica che non riguarderebbe solo singole popolazione,ma si accanirebbe contro tutte le forme di alterita'.
Quella della morte,che si scongiura con l'accanimento terapeutico.
Quella del volto e del corpo,che si perseguita con la chirurgia estetica.
Quella del mondo che si cancella con la Realta' virtuale.
Quella di ciascuno,che si abolira' un giorno con la clonazione delle cellule individuali.
E semplicemente quella dell'altro che si sta diluendo nella comunicazione perpetua.
Se l'informazione e' il luogo del delitto perfetto contro la realta',la comunicazione e' il luogo del delitto perfetto contro l'alterita'.
Non vi sono piu' altri :la comunicazione
Non vi sono piu' nemici:la negoziazione
Non vi sono piu' predatori:la convivialita'
Non vi e' piu' negativita':la positivita' assoluta
Non vi e' piu' morte :l'immortalita' del clone
Non vi e' piu' alterita':identita' e differenza.
Non vi e' piu' seduzione:l'indifferenza sessuale
Non vi e' piu' illusione:l'iperrealita',Virtual Reality
Non vi e' piu' segreto:la trasparenza
Non vi e' piu' destino
Il delitto perfetto.
J B
Baudrillard (1929-2007)
"La televisione ha ucciso la realta,Il delitto perfetto"
Capitolo "La sindrome di Babele"
Per restituire il mondo alla sua impietosa illusione,alla sua irrimediabile indeterminazione c'e' una soluzione:la disinformazione,la deprogrammazione,lo scacco alla perfezione.Ci siamo avvicinati molto al delitto perfetto con la costruzione della torre di Babele.Fortunatamente Dio e' intervenuto disperdendo le lingue e seminando la confusione tra gli uomini.La dispersione delle lingue,infatti,e' un disastro solamente dal punto di vista del senso e della comunicazione.Dal punto di vista del linguaggio stesso,della ricchezza e della singolarita' del linguaggio, e' una benedizione del cielo-contro la segreta intenzione di Dio,che era di punire gli uomini;ma chissa' forse era un'astuzia dell'Onnipotente.Le lingue sono così belle,tutte senza eccezione,solamente per il fatto che sono incomparabili,irriducibili l'una all'altra.E' mediante questa distinzione che esercitano la loro seduzione, e' mediante questa alterita' che sono profondamente complici.La vera maledizione si ha quando siamo condannati alla programmazione universale della lingua.Finzione democratica della comunicazione,in cui si riconcilierebbero tutte le lingue all'ombra del senso e del buon senso.Non si puo' riconciliare le lingue!L'ipotesi stessa e' assurda.Lo si potrebbe fare se esse fossero differenti, solamente differenti.Ma le lingue non sono diffferenti,sono altre.Irriconciliabili come tutto cio' che e' singolare.Tradizionalmente il linguaggio soffre di retorica ,di vuotaggine,di logorrea,di tautologia ma e' possibile con un'analisi critica sanare queste patologie.Con i linguaggi virtuali invece non abbiamo piu' patologia tradizionale della forma,abbiamo una patologia della formula,di un linguaggio destinato a comandi operativi semplificati.E' allora che l'alterita' rubata del linguaggio si vendica e si installano quei virus....(...)...con i virus si ha la deregolamentazione del sistema operata dal sistema stesso.
Perche' non generalizzare questa deprogrammazione all'individuo e all'ordine sociale?
Tutto comincia ,nella finzione di Borges, con l'istituzione collettiva del caso,con una ridistribuzione aleatoria degli statuti,delle ricchezze e del gioco sociale:La Lotteria.Ogni esistenza risulta qundi singolare,incomparabile ,senza determinazione logica.La cosa pero' funziona.Tutti finiscono per preferire cio' al tradizionale gioco sociale,destinato anch'esso,in ogni modo all'arbritrio..Ora l'arbitrio oggettivo del caso,l'indeterminazione aperta e' preferibile all'illusione mascherata del libero arbitrio.Alla fine tutti preferiscono essere individui qualunque,a seconda della Lottera, avere un destino accidentale,piuttosto che un'esistenza personale.In ogni modo,oggi siamo diventati individui qualunque.Ma lo siamo diventati in modo vergognoso,nella promiscuita' statistica,nella monotonia collettiva,al posto di esserlo in modo lampante,veramente libero,per un decreto venuto dal altrove.La comunicazione funge da schermo totale contro le radiazioni dell'alterita'.
A differenza di tutte le illusione che si danno come verita' (compresa quella della realta') l'illusione del gioco si da' come tale.Il gioco non esige che vi si creda,così come non si tratta di credere alle apparenze,giacche' esse si danno gia' come tali (vedi l'arte,ad esempio).La regola(del gioco) e' fatale.Non vi e' nulla da comprendere nella regola.I partner stessi non devono comprendersi.Essi sono reali l'uno per l'altro,sono complici della stessa illusione.,che puo' soltanto essere condivisa,ragion per cui e' superiore alla verita' e alla legge,che pretendono di regnare senza condivisione.Da cio' il fatto paradossale dell'illusione come unico vero principio democratico.Nessuno e' uguale davanti alla legge,mentre tutti sono uguali davanti alla regola,poiche' essa e' arbitraria.L'unica democrazia dunque e' quella del gioco.Ecco perche' le classi povere vi si abbandonano con furore.Se la vincita del gioco e' diseguale-e' la fortuna,ma di questa disuguaglianza non dovete rispondere davanti alla vostra coscienza-la distribuzione delle probabilita' e' invece uguale,poiche' e' quella del caso.Essa non e' ne' giusta ne' ingiusta.Con questo pensiero del Gioco e della Lotteria,della singolarita' e dell'Arbitrio,termina l'ossessione di un Dio razionalista,che inglobi nella sua visione tutti i dettagli dell'universo e ne regoli tutti i movimenti.L'idea che il minimo pensiero ,il minimo battito d'ali di una farfalla possano essere contabilizzati nel programma globale della creazione,comportando per ciascuno massima responsabilita',costituisce una situazione estenuante.GLi Antichi erano piu' astuti di noi.Essia vevano affidato agli dei la responsabilita' del mondo,dei suoi accidenti,dei suoi capricci,il che li lasciava liberi di agire a modo loro.GLi dei incarnavano il gioco,il caos,l'illusione del mondo,non la sua verita'.Forse con la teoria del Gioco e del Caos siamo in procinto di liberarci da questa responsabilita' storica,da questa responsabilita' terroristica,della salvezza e della verita',sfruttata dalla scienza e dalla religione,per ritrovare la stessa liberta' degli antichi.
J.B.
"Per caso-questa e' la piu' antica nobilta' del mondo,che io ho restituito a tutte le cose,io le ho redente dall'asservimento allo scopo."
La nostra nobilta' sta proprio nel fatto che siamo nati per caso.Questa casualita' non avvilisce l'uomo ma lo esalta.Gli conferisce il senso pieno della liberta' e della possibilita'.Solo se non c'e' un destino del mondo,noi siamo il nostro destino.
Nietszche
...e’ allora anche da superare l’idea che l’espressione di volontà dei singoli – in quanto tale, cioè qualsiasi essa sia - sia l’unico autentico valore. Bisogna riproporsi il problema del bene, del giusto, della realtà delle cose e della dimensione degli altri...
Hobbes