“Di grande, di rivoluzionario non c’è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni. Attrazione di Kafka per i servi e gli impiegati — stessa cosa in Proust, per i servi e il loro linguaggio. Ma altrettanto interessante la possibilità di fare della propria lingua un uso minore. Essere nella propria lingua come uno straniero... Quanti stili, o generi, o movimenti letterari, anche minimi, sognano una cosa sola: assolvere una funzione maggiore del linguaggio, offrire i propri servizi come lingua di Stato, lingua ufficiale... Fare il sogno al contrario: saper creare un divenir-minore — c’è una chance per quella filosofia che per secoli formò un genere ufficiale e referenziale? Oggi l’antifilosofia vuol essere linguaggio del potere. Approfittiamone”
GILLES DELEUZE
Il linguaggio non si riduce a semplice strumento,indifferentemente impiegabile per l'espressione,ma e' cio' che ,se non si dice,non consente al pensiero di pensare la cosa che,proprio per carenza linguistica non ha nome.La deficienza di vocabolario non e' semplice poverta' linguistica.
Heidegger
Gesu' nega Chiesa,Stato,societa',arte,scienza,cultura,civilta'.
Carmelo Bene nega Chiesa,Stato,societa',arte,scienza,cultura,civilta'.
Tutti i sapienti hanno negato nel loro tempo il valore della cultura e dell'organizzazione statale.Platone,Buddha..
Tutta l'arte e' rappresentazione di Stato.